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Don Cristian, Don Stefano e Don Giuliano i nuovi sacerdoti dell’UPC

Una folla di centinaia di persone si è radunata ieri pomeriggio a Grazie per dare il benvenuto a don Cristian Grandelli, don Stefano Savoia e don Giuliano Spagna, i tre nuovi sacerdoti che d’ora in poi si prenderanno cura delle anime dei fedeli di Curtatone. Per quanto spaziose, le mura del santuario non sono bastate a contenere la marea di cittadini, scout e parroci arrivati per assistere alla cerimonia di insediamento, presieduta dal vescovo Marco Busca. E così molte persone, non riuscendo a trovar posto in chiesa, si sono sistemate fuori e hanno ascoltato le parole del Vangelo trasmesse dagli altoparlanti installati sul sagrato.

Gli occhi dei presenti erano tutti puntati sul 38enne don Cristian Grandelli, nuovo parroco di Levata, Montanara e San Silvestro, in arrivo da Marmirolo, dove è stato per tre anni curato. Accanto a lui, in veste di vicario, il 43enne don Stefano Savoia, proveniente dalla chiesa di San Barnaba, e il 70enne don Giuliano Spagna, che dopo aver tenuto in mano per 13 anni le redini della parrocchia di Castiglione, fa ritorno nella terra dove è cresciuto per calarsi nei panni di collaboratore pastorale. Le celebrazioni si sono aperte con i saluti del sindaco di Carlo Bottani: «Caro don Cristian, la nostra comunità ti accoglie con gioia e grande speranza ed io, che ho già avuto modo di conoscerti ed apprezzarti, ti assicuro la massima disponibilità a collaborare per il raggiungimento del vero ed unico obiettivo: il bene comune e la crescita civile e spirituale di tutti noi». Presente anche il sindaco di Marmirolo, Paolo Galeotti.

«Ci è stato chiesto di mettere radici in questo territorio – ha commentato don Grandelli – e noi ci accingiamo a farlo, consapevoli che ogni trapianto in una nuova terra non è mai semplice, né scontato. Il nostro inizio ha bisogno della vostra amicizia». Per Cristian la sfida è entrare nel cuore dei fedeli di Curtatone, che stanno facendo molta fatica a staccarsi da don Sandro Barbieri, trasferito in Etiopia. Sul sagrato alcuni hanno gli occhi lucidi: «Don Sandro ha riavvicinato alla fede molte persone – spiegano – Ha restituito linfa alle nostre chiese, ha accompagnato la crescita dei nostri figli ed stato una guida spirituale per tutti noi. Non potremo mai dimenticarlo».

Il nome dell’ex parroco riecheggia anche sul pulpito, durante l’omelia del vescovo, che però fa di tutto per agevolare il passaggio di consegne e, dopo una breve omelia, lascia l’altare prima della fine della cerimonia, cedendo il testimone a don Cristian ed allontanandosi in fretta da Grazie.

da Gazzetta di Mantova del 18 settembre 2017.