34,2 CHILI!

Matteo 25, 14-30 .

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. 
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. 
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».


Questo padrone è un folle! Sì, perché un talento è un’unità di misura imbarazzante: oltre trenta chili d’oro. Era il guadagno di più di 20 anni. Si tratta dunque di una ricchezza immensa.
Con questa parabola Gesù ci dice qualcosa di straordinario: ci ha riempiti di preziosità, siamo ricolmi di valore, siamo incredibilmente amati!
Eppure a volte passiamo il tempo a lamentarci, pensiamo di non valere nulla o di non avere avuto delle possibilità. Così facendo rischiamo di seppellire il dono che siamo senza renderlo dono per gli altri! Siamo preziosi non perché straordinariamente capaci, ma perché straordinariamente amati. Questo è il più grande talento ricevuto. E sta a noi scoprire in cosa metterlo a frutto: forse nell’ascolto o nella pazienza, o nel buonumore. Tutti abbiamo un dono da scoprire, non da sotterrare sotto metri di depressione e sensi di colpa! Tutti abbiamo risorse da mettere in gioco per il bene comune, per far crescere la Chiesa e l’umanità. Viviamo una vita da figli amati e non da servi paurosi!

Sto mettendo a frutto i suoi beni? Ciò che faccio, è per Lui o per me stesso?

Buona giornata!
le sorelle clarisse