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METTITI IN MEZZO!

Marco 3,1-6 .

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.


E’ bellissimo questo: “Vieni qui in mezzo”.
Come a dire: Coraggio! Non aver paura! Non vergognarti. La malattia non ti deve impedire di vivere. Non voler sentirti da meno degli altri, la tua dignità non si misura da una imperfezione fisica. Non sei meno malato di chi ti giudica e ti vuol relegare tra i disgraziati, condannato ad una prigione solitaria di tristezza e rammarico.
Tu non sei la tua malattia. Tu non sei il maledetto, il senza Dio. Tu invece sei importante, sei importante ai miei occhi. Io ti pongo al centro delle mie attenzioni. Qui in questa sinagoga sei tra i miei preferiti, prima ancora degli scribi e dei farisei, che sono qui pronti a giudicare anche me per quello che sto per fare.
Hai vinto la tua vergogna continua e la tua misera autostima. Ed ora mostra a tutti ciò che sei. Continua a non temere, vai avanti.
Solo se mostrerai il tuo dolore, solo se lo griderai a Dio, senza aver paura della gente, solo se continuerai nella tua battaglia per vivere e non per sopravvivere, solo se confiderai sempre e sempre pregherai. Ecco allora la tua malattia sarà la tua forza e dal dolore nascerà la resurrezione.
E ora ti mostro la potenza di Dio: stendi la mano paralizzata!
“Egli lo fece e la sua mano fu guarita”. 

Apri, o Signore, il mio cuore alle necessità dei fratelli.

Buona giornata!