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NON L’HANNO RICONOSCIUTO

Matteo 17,10-13 .

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.


E’ difficile saper leggere i tempi e gli eventi, specie quelli di cui è fatta la nostra vita. Eppure, anche tra le righe storte della nostra esistenza, continua a gridare la voce del Battista. Continua a gridare una voce che ci dice di “preparare la via”: quella voce si chiama coscienza.
Allora, un buon esercizio per ciascuno di noi, potrebbe essere quello di imparare ad ascoltare la voce della propria coscienza. Spesso essa ci dà indicazioni scomode, che vanno contro la nostra natura, ma è la voce di Dio che parla in noi e che ci chiama a camminare seriamente e concretamente verso un’autentica conversione.
Però non dobbiamo dimenticare che, come Giovanni Battista non era il Messia, così la sola voce della nostra coscienza non può salvarci.
Abbiamo bisogno di ascoltare un’altra voce, quella che San Paolo dice che grida in noi “Abba, Padre!”: è la voce dello Spirito. Lo Spirito del Risorto, che ci ricorda che non siamo più schiavi del peccato e di ogni logica di male, ma che siamo figli.

Aiutami Signore a saperti riconoscere nel tuo passare.”

Buona giornata!