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L’AMATO

Marco 1,7-11 .

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


“Tu sei il Figlio mio, l’amato”… Tutti noi veniamo educati a meritarci di essere amati, a compiere delle cose che ci rendono meritevoli dell’affetto altrui. Sin da piccoli siamo educati ad essere bravi alunni, bravi figli, bravi fidanzati, bravi sposi, bravi genitori, brave suore… il mondo premia le persone che riescono, che sono capaci e, dentro di noi, s’insinua l’idea che Dio ci ama, certo, ma a determinate condizioni.
Così, tutta la nostra vita rischia di diventare elemosina di un apprezzamento, di un riconoscimento.
Invece Dio ci dice che noi siamo amati, dall’inizio, prima di agire: Dio non ci ama perché siamo buoni ma, amandoci, ci rende buoni. Dio si compiace di noi perché vede il capolavoro che siamo, l’opera d’arte che possiamo diventare, la dignità di cui Egli ci ha rivestiti.
Solo alla luce di ciò possiamo guardare al percorso da fare per diventare opera d’arte; possiamo affrontare le fatiche che ci frenano e le fragilità che dobbiamo superare.
Il cristianesimo è tutto qui, Dio che ci svela in profondità ciò che siamo: amati.

“Grazie, Signore, per il dono del Battesimo.”

Buona Domenica a tutti!