Menu Chiudi

GIUDICARE

Luca 6,36-38 .

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».


Il “non giudicate” del Vangelo di oggi, non significa spegnere la nostra capacità di raziocinio ed evitare di condannare il male. Questo errore sarebbe peggiore del primo. Si chiama indifferenza.
L’indifferente è colui che pensa che, poiché milioni di altri fanno la loro parte, è inutile che egli faccia la sua, tanto nulla cambierà, né in peggio né in meglio. L’indifferenza annulla la responsabilità e la volontà, salvo poi accusare di tutto il destino.
No, il cristiano di cui parla il vangelo è responsabile dei propri atti e di quelli degli altri. Ma si deve fermare a giudicare solo gli atti. Non può identificare il peccato con il peccatore, l’uomo con il suo errore. O meglio: deve dare sempre possibilità al peccatore di riscattarsi dal peccato. Questo significa non giudicare.
È in questa comprensione del Vangelo che papa Francesco ha detto: “Serve una chiesa capace di riscoprire le viscere materne della misericordia. Senza la misericordia non è possibile inserirsi in un mondo di feriti che hanno bisogno di comprensione, di perdono, di amore”.

“Quanto è grande la tua bontà, Signore! Tu non ti stanchi di ripeterci che noi non siamo la somma dei nostri peccati.”

Buona settimana!