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RESTAURO QUARESIMALE

Mt 6,1-6.16-18 .

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


Per comprendere la profondità e la bellezza del periodo liturgico che iniziamo quest’oggi utilizzeremo le parole di un grande Papa: San Paolo VI.
“Come in una Cattedrale la perfezione delle linee e degli spazi si intreccia con la penombra e il fioco baluginare delle candele; l’immensità delle navate con la piccola ombra di chi si inginocchia per la preghiera, così la Quaresima è l’incontro tra la grandezza della misericordia divina e la miseria dell’uomo.
E’ l’inizio di un cammino, di un rifacimento interiore che porta dalla decadenza del peccato al luminoso affresco dell’ “Imago Dei”.
Mi piace immaginare la mia vita come un piccolissimo dipinto, carico di storia, logoro e sbiadito, incastonato nella navata di una Basilica. Un affresco che cattura l’attenzione non per la bellezza e la luminosità dei tratti ma per la precarietà della sua condizione, per il suo bisogno di essere restaurato e recuperato se non si vuole rischiare il definitivo dissolversi dell’intonaco. Sì, la voglio immaginare così la mia Quaresima: un estremo recupero, un attento e minuzioso restauro per stuccare le crepe e far riemergere dalle scrostature la luminosità degli antichi colori.
Se la mia vita, la vita di ogni uomo, è un segno della grandezza di Dio, il suo recupero è il capolavoro della sua compassione, di quella carità che, al contatto col dissolversi dell’umana debolezza, diventa misericordia”.

Crea in me o Dio un cuore puro.

Buon inizio di Quaresima!