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La confessione

“Quest’anno non ci confessiamo per Pasqua?”,
Anche se non sarà possibile confessarsi è possibile essere perdonati. Non per una sorta di
“auto-assoluzione”. Il perdono è sempre un dono che viene a noi dal Padre attraverso il ministero
dei sacerdoti. Il male fa sentire il suo gusto amaro e ottiene la sua vittoria se riesce a trasformare il
patire in rabbia, disperazione, depressione e ci convince a dubitare di Dio, della sua bontà e
provvidenza. Per questo è importante pulire il cuore dai virus del male perché non si radichino nei
nostri cuori provati. Può darsi anche che la convivenza in casa 24 ore al giorno abbia ingenerato
tensioni, incomprensioni, stanchezze, rimproveri. Raccogliamoci intorno al Crocifisso e
chiediamoci perdono l’un l’altro, riallacciamo le relazioni e promettiamoci di saperci comprendere
e sopportare. E il perdono di Dio, come lo riceviamo? Prendiamo il Vangelo e leggiamo un brano
che annuncia il perdono (ad esempio: Lc 15 1-7; Mt 18,21-22; Ef 4,31-32; Col 3,12-13); apriamo il
cuore al Signore, confessiamo a lui i peccati nel segreto del nostro intimo, esprimiamo il desiderio
di convertirci, recitiamo alcune preghiere che esprimono il pentimento (Confesso a Dio
onnipotente, Signore pietà, Agnello di Dio, Salmo 50), facciamo il gesto di batterci il petto,
decidiamo un atto di generosità o di riconciliazione che esprimerà anche agli altri il nostro
rinnovamento. Il perdono dei peccati, anche gravi, viene donato con certezza e sarà confermato
quando, terminata l’emergenza, potremo incontrare il sacerdote per celebrare con lui la
confessione sacramentale.

ESAME DI COSCIENZA

Capire il bene

Il Signore ha detto, per bocca dell’Apostolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”.
• Quanto nelle mie scelte personali e famigliari mi lascio influenzare dalla mentalità comune? (Dal consumismo; dalla cultura dello scarto; dalla superficialità nel guardare ai bisogni degli altri)
• Quante volte faccio mia la logica del “si è sempre fatto così” in famiglia, sul lavoro, nella vita parrocchiale?
• So aprirmi con intelligenza e coraggio alle novità che la società mi mette davanti? Nella gestione del mio tempo, delle mie energie e nelle relazioni con gli altri cerco di capire quale sia la volontà di Dio o mi accontento di portare avanti i miei progetti?

Attaccarsi al bene

Il Signore ha detto, per bocca dell’Apostolo: “La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.”
• Mi accontento ci capire ciò che buono, in alcune situazioni, cioè di sfiorare il bene, o lascio che esso sia determinante in tutta la mia vita?
• Coltivo zone di ombra, ipocrisia, falsità, che prescindono dal mio essere legato al bene? Quali le realtà alle quali il mio cuore e le mie preoccupazioni sono attaccate?
• So attaccarmi senza stancarmi al bene degli altri, a ciò che essi portano di positivo nella realtà? O sono impietoso ed implacabile verso chi mi sta accanto e mi sembra diverso da me?

Fare il bene

Il Signore ha detto, per bocca dell’Apostolo: “Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore”.
• Trovo sempre scuse e pretesti per rimandare il bene che posso fare oggi a domani? So far fronte alle difficoltà che talvolta vengono dalla vita perseverando nel fare il bene e servire il Signore?
• Mi abbatto di fronte alle prime contrarietà o so andare avanti?
• Vivo il presente, riconoscendolo come il tempo nel quale Dio vuole me e gli altri pienamente felici e realizzati, o la mia quotidianità è vissuta in maniera mediocre?

Testimoniare il bene

Il Signore ha detto, per bocca dell’Apostolo: “Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini”.
• So testimoniare sul lavoro, nei luoghi del pubblico impegno, nelle piattaforme virtuali la mia passione per il Bene ed il Vangelo?
• Mi vergogno di dirmi cristiano pubblicamente, per evitare imbarazzi eventuali classificazioni clericali?
• So sostenere i fratelli e le sorelle che si impegnano a testimoniare il Vangelo nella nostra società o in luoghi del mondo nei quali la fede è messa al margine o al bando?
• Sento la responsabilità di incoraggiare i più giovani a testimoniare il Vangelo? In che modo?

Vincere con il bene

Il Signore ha detto, per bocca dell’Apostolo: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene”.
• Quale impegno concreto posso prendermi a livello personale perché ciò si realizzi? Con quali scelte pastorali ed atteggiamenti ecclesiali possiamo vivere questa bella indicazione?