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LASCIARE ANDARE

Giovanni 16,5-11 .

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».


Oggi Gesù ci offre una bellissima lezione sull’amore: “Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore.” Amare significa saper fare un passo indietro affinché emerga l’altro. Emerga la sua libertà, emerga uno spazio dove possa arrivare il Consolatore.
Arriva un momento in cui la Presenza deve passare attraverso una distanza. Se un padre o una madre ad un certo punto non indietreggiassero nella vita del figlio lasciando che esso prenda delle decisioni, trovi la sua strada, diventi se stesso, che genitori sarebbero?
Eppure per noi è così difficile concepire così l’amore. Con la scusa che l’amore è “presenza” non facciamo mai nessun passo indietro. Ma la presenza dell’amore è cosa diversa da quell’invadenza che rovina tutto, anche lo stesso amore. Gesù sa creare con i suoi discepoli una distanza feconda. La sua non sarà un’assenza vuota, ma un’assenza dove potrà arrivare lo Spirito Santo. I discepoli devono imparare la libertà. Devono imparare a vivere ciò che per tre anni hanno solo ascoltato. Devono mettere in pratica.
La lezione che ci viene da questa pagina del Vangelo non è solo una lezione di teologia, ma è una lezione di vita profonda.
Quello che Gesù ha fatto con i suoi discepoli siamo chiamati noi stessi a farlo nella nostra vita, in tutte quelle relazioni che noi definiamo d’amore.

“Signore, guidami verso un amore più libero e più maturo.”

Buona giornata!