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QUANDO SI ADDOMESTICA IL VANGELO

Matteo 5,17-19 .

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».


In che modo leggiamo la parola del Signore? Neppure una iota si deve perdere… Teniamo conto che la iota è una lettera ebraica piccolissima, ha la forma di una specie di virgola. Gesù ci mette in guardia nei confronti di una Parola che è da accogliere così come è. Sembra un’osservazione banale, ma meno di quello che crediamo.
Tutti noi infatti mettiamo in gioco una specie di “lettura a intermittenza”, accogliendo i brani che più ci fanno sentire con la coscienza a posto e facendo finta di non vedere quelli che invece ci provocano in quegli aspetti della vita su cui non vogliamo essere toccati, ma in cui sappiamo di aver bisogno di conversione.
Il rischio è quello di “addomesticare” il Vangelo, di trasformare la Parola di Dio, in un testo che ci tiene fermi: ci conferma nel punto della vita in cui siamo.
Chiediamo, allora, la grazia di avere il coraggio di leggere tutta la Parola, anche quelle piccole o grandi parti che faremmo anche a meno di leggere, ma che in realtà, se messe in pratica, ci danno una vita piena.

“Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna.”

Buona giornata!