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STANCHI E OPPRESSI

Matteo 11,28-30 .

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Andiamo a lui! Noi che siamo affaticati ed oppressi.
Andiamo a lui, noi che portiamo dei macigni nel cuore, che non capiamo, che non abbiamo risolto i grandi interrogativi della vita.
Andiamo a lui, noi che siamo travolti dalle disgrazie, dalla malattia, dal dolore, dopo averli strenuamente combattuti, dopo avere cercato in ogni modo di restare a galla.
Andiamo a lui. E’ il Signore l’unico e il solo che offre speranza, che realizza la salvezza in noi. È lui, il Signore, che può offrire una sosta di ristoro nel difficile cammino della vita. E impariamo da lui ad accogliere con mitezza gli eventi. E con umiltà. Consapevoli, cioè, dei limiti che la vita porta in sé e dei limiti che portiamo in noi stessi.
In questa calda giornata di mezza estate il Signore ci propone di fare delle vacanze esclusive con lui: l’unico che offre ristoro alla nostra vita. E ci propone di andare nel luogo più esclusivo che c’è: il nostro cuore.
Che sia questa per noi la vera vacanza che, unica, ci può rigenerare?

“Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato.” (Is 40,29)

Buona giornata!