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PERDERE LA VITA PER GENERARE

Matteo 16,24-28 .

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».


Provate a dare ad un bambino un bel gioco e poi subito dopo a chiederglielo indietro. A meno che non sia un novello san Luigi Gonzaga, difficilmente ve lo restituirà. Ora lo stesso accade agli uomini.
Dio ci fa il dono della vita e noi subito la facciamo nostra e ce ne guardiamo bene dal restituirla.
Il corpo è mio e me lo gestisco io, gridavano le femministe negli anni Settanta.
La vita è mia e me la gestisco io, sostengono i sostenitori dell’eutanasia.
Ma di chi è questa vita? Di chi è questo corpo? E siamo così sicuri che tenendocela stretta, questa vita, la gestiamo al meglio? O forse, non è come dice Gesù, che è nel donarla che la salviamo?
Questo è il segreto della vita: solo lasciandola andare essa vive. E’ nel donarla che si genera. E’ nel lasciarla morire che risorge.
La vita, contrariamente alle tabelline, nel momento che si sottrae si moltiplica. Esattamente come dice Gesù: chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà per causa mia, la troverà.

“Signore, Tu non deludi mai chi dona la vita per amore.”

Buona giornata!